Ricerca e selezione del personale: il metodo che funziona nei settori luxury e hospitality
La ricerca e selezione del personale è uno dei processi più strategici per un’azienda. Nei settori del lusso e dell’hospitality, dove il servizio è parte dell’identità del brand, scegliere la persona sbagliata significa compromettere l’esperienza del cliente e la coerenza dell’immagine aziendale.
Ecco perché negli ultimi anni si è affermato un approccio più strutturato, che unisce analisi, metodo e sensibilità umana.
Perché serve un metodo dedicato per lusso e hospitality
Nel lusso e nell’hotellerie, il personale non è solo operativo: è un’estensione del brand.
Competenze come discrezione, portamento, comunicazione, gestione delle relazioni e problem solving sono decisive tanto quanto l’esperienza tecnica.
Per questo un processo efficace deve tenere conto di tre elementi:
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competenza tecnica (saper fare);
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comportamento (saper essere);
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cultura professionale (saper interpretare un contesto).
La fase di analisi: capire cosa serve davvero all’azienda
Ogni selezione efficace parte da un’analisi approfondita.
Nel lavoro con brand di lusso e strutture hospitality, questa fase richiede un confronto diretto con l’azienda per definire:
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obiettivi del ruolo;
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responsabilità e priorità;
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competenze chiave;
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soft skills essenziali;
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stile di leadership;
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caratteristiche del team;
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valori del brand.
Più l’analisi è precisa, più il processo diventa lineare.
Mappatura del mercato: dove si trovano i profili giusti
Nei settori di alto profilo, i candidati migliori spesso non cercano attivamente lavoro.
La mappatura del mercato consente di individuare professionisti che possiedono il mix corretto di competenze e comportamenti.
Gli strumenti possono includere:
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network specializzati;
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ricerche attive e mirate;
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analisi di realtà affini (hotel 5*, brand luxury, corporate);
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candidatura passiva;
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referenze dirette.
Valutazione delle competenze: tecnica e comportamento
In questo step, si analizzano sia le competenze operative sia le soft skills, che nel lusso e nell’hospitality sono determinanti:
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gestione del cliente e delle situazioni complesse;
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capacità comunicativa;
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gestione delle priorità;
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discrezione;
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presenza professionale;
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atteggiamento relazionale;
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equilibrio e stabilità.
Le soft skills vengono osservate nel modo in cui il candidato parla di sé, reagisce ad esempio a un imprevisto, racconta esperienze difficili o descrive decisioni prese sul campo.
La shortlist: pochi profili, ma realmente idonei
Una shortlist efficace non contiene mai numeri elevati.
Nei settori di alto profilo, è meglio presentare 3–5 candidati realmente coerenti.
Ogni profilo deve essere accompagnato da:
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valutazione tecnica;
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valutazione comportamentale;
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punti di forza e aree di attenzione;
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motivazione reale al ruolo.
L’importanza del cultural fit
Nel lusso e nell’hospitality, il cultural fit non è un “di più”: è un requisito essenziale.
Significa che la persona:
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comprende il tono del brand;
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si adatta allo stile della casa, dell’azienda o dell’hotel;
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sa rappresentare l’identità del contesto;
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condivide valori, ritmo e modo di lavorare.
È un aspetto che non si improvvisa.
La ricerca e selezione del personale nei settori luxury e hospitality richiede metodo, tecnica e sensibilità.
Scegliere la persona giusta non vuol dire solo coprire una posizione, ma inserire qualcuno capace di elevare l’esperienza del cliente e portare continuità nel tempo.
Un processo strutturato permette all’azienda di scegliere con sicurezza, investendo su professionalità che diventano parte del valore del brand.
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